Viaggio intenso o esperienza autentica?
Quando preparo un viaggio mi trovo sempre diviso tra due approcci. Da una parte mi attira l’idea di vedere il più possibile, dall’altra ho paura di tornare a casa stanco senza aver davvero capito il posto. In passato ho seguito itinerari super pieni e alla fine ricordo più gli orari che i momenti. Ora sto pensando a un viaggio dove magari si fanno meno tappe, ma con più tempo per camminare, osservare e parlare con la gente. Voi come vi regolate di solito?
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Io ho cambiato mentalità col tempo. Prima ero da checklist: monumenti, foto, via al prossimo posto. Poi mi sono accorto che i ricordi migliori venivano dai momenti “vuoti”, tipo una chiacchierata al mercato o un pomeriggio senza programmi. In un viaggio recente ho scelto un ritmo più lento, alternando spostamenti e pause, ed è stato tutto più naturale. Prima di partire avevo letto qualche guida generale, tipo Viaggiare in Oman, giusto per capire cosa aspettarmi, ma senza incastrare ogni ora. Così riesci davvero a vivere il posto, non solo attraversarlo.